Piccolo Giardino d'Inchiostro

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- Sulla Poesia

 

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26 Febbraio 1998
Alla mia musa …
che di divino 
non ha solo il dono
di ispirar poesie
30 Novembre 2001
Resti il ricordo
e questi versi
per un amore perduto
e una musa smarrita

 



  Il Giardino

Di piante rare
Il mio Piccolo Giardin d’Inchiostro
Non ne sfoggia affatto
Ma semplici
Sono i fiorellini che coltivo
E in ver mi attirano
Perché son miei!
Con rara cura
Li coltivo solo
E confuso
Ritorno in fin me stesso
‘ché s’è chi siam
Sol quando nessun ci guarda!


Sinfonia del Momento

Versi liberi e felici
Non perché non sappia contare
Ma una parola
Strabordante per se stessa
E’ più potente
Di una bella frase contata
E non esistono versi iper o ipo!
Perché versucoli?
Non esiste la metrica
Ma la musica
La sinfonia del momento
La Poesia!


L’Inizio

Sto cercando
Ancor come una volta
Quella luce
Quella via ormai sbarrata
Da un passato non felice
Cinque estati già volate
Non mi hanno che aiutato
A cancellare
Nell'oblio della memoria
Troppe Speranze, troppe sofferenze
Purtroppo
Non trovo che in me stesso
La forte voglia di continuare a cercare
Ancora e ancora
Quel che l'esperienza mi ha tolto allora
Una luce una via
Una speranza mia
Ma adesso
Una forza viva vuole
Abbattere
Nella sua giovinezza
Il muro che si oppone al suo fluire
Crescendo
Una ragazza
Ha portato
Un po' di amore
Nel mio cuore
Solo


La Luce

Una luce chiara ed abbagliante
Da un angolo splendente
Mi guarda
Soffice
Come nel cielo una nuvola
Vola sul mio cuore assopito
Il suo sguardo
Sperduto nel vuoto
Di un'immensità di ricordi felici
A risvegliarlo
A riscaldarlo
Per infondergli l'amore perduto


La Felice Estate

Se appena un raggio
Mi colpisce il petto
E sento dentro
Un'avvampar di fiamme
E fuoco
Allor ricordo
La felice estate
E il tanto dolor
Che al mio incauto cuore
Ha portato
Una ragazza
Cieca
Dentro


Le  Stelle 

Arriva la notte
Gli animi dormono
Un buio tempo d'oblio
Ma la luce risplende
Negli occhi
Di chi sa guardare nel cielo
Verso l'infinito
E oltre
Verso le stelle


Una Sera

Una sera
Passata
Nel vuoto
Della memoria
A sfogliare
Ricordi
Un passato
Rinato
Sotto nuova luce
Una luce
Passata
Spenta
Emerge
Nel suo buio
E un tempo
Sembrava brillare
Di proprio vigore
Celando
La triste natura delle cose


Una foglia

Come una foglia
Fragile
Dalla ragione il cuore
Vorrebbe cadere
Alternate correnti
E vorticosi venti
Spingono nel cielo
Una foglia caduca
Dall'alto d’un nodoso albero
Pende una foglia
Secca
Prigioniera
Vorrebbe cadere
Ma tra due mondi
Diversi
Opposti
Tra il Cielo e la Terra
L'oceano o il torrente
Al buio della ragione
La cecità dei sentimenti


Re? Non Re!

Ferite ancora
Su un'antica corazza
Già ferita
Da passate battaglie
Ma l'armatura è temprata
Forgiata dal passato
Lotta
Contro una salata Natura matrigna
Che ha dato agli occhi
Una spada affilata
Con cui ferire
Il dolce animo umano
Una falce
Taglia la speranza
Come il vento gelido
Spezza
Lo stelo di questa razza
Nobile
Pronta quasi come l'antico ramo
Che attende il fulmine
E bruci di fuoco
E lesi i fiori cresciuti
Non amo
Come quando al culmine della passione
Cadde quel castello di carte
Sul suolo amaro
Le sofferenze
Si sentono meno
Sulla tranquillità del nulla
Il ramo cresce robusto
E il fulmine non può
Al suo saggio fusto
Portare dolore profondo


Ballata

Ora voglio qui cantare
Del suo bel caro papà
E del suo bel modo di fare
E di quel che poi farà!

Siam tornati al Medioevo
Non esiste libertà!
A sentir non ci credevo
Esistesse questo qua!

Lui non è cattivo dentro
Ma un po’ troppo possessivo
Non si esce dal suo antro
Se c’entri non esci vivo!

Ma poi tutto vuol sapere
Cosa fai anche domani
E ti vuol sempre vedere
Se sua figlia sempre chiami

Vuol fare il grande amico
Cerca d’esser’ un po’ amato
Non crede a ciò che dico
Non voglio esser controllato!

Se non dici dove vai
Vuol sapere dove sei
Chiede sempre cosa fai
E’ un po’ troppo, io direi!

Poi vuol sempre ancor vantarsi
Ci vuol proprio conquistare
Non fa altro che mostrarsi
E’ difficil sopportare!

Poi ha fatto karate
Appena è cintura blu
Scassapalle sol con me
Non ne posso proprio più!

Poi vuol sempre dar consigli
Devi starlo ad ascoltare
E se poi ancora sbagli
Devi farti perdonare!

Non so proprio più che fare
Se lottare non ha senso
Dalla figlia farmi amare
Forse è meglio, almeno io penso!

Ora voglio qui finire
Questa breve mia ballata
Io non voglio più ferire
Lo cuor de la mia amata!

Chiedo scusa se ti ho offeso
Ora sto qua per partire
A quel che dico non dar peso
Ma lasciatemi divertire!


Ho visto

Ho visto di nuovo la passione
Muover battaglia
Alla chiusa ragione
Ma la guerra nel mio mare è già conclusa
Una roccia spaccata
Dischiude dal fulmine il cristallo
Rimasto inerte dal vento
E dal bel sole di Maggio
Ho visto la luce dell'anima
Brillare nei suoi occhi
Il mare sconvolto da passioni
La terra spazzata dal vento
Il cielo sopra il cuore si calma
Al sentir i dolci petali
Candidi d'amore
Cadere su di me
Al suo passaggio


La Tempesta

Tenere brezze accarezzano
Nuvole sospese nel cielo
Impalpabili raggi illuminano
Piccole passioni che danzano
Al fluire dei giorni

Arriva la tempesta
Incontro il suo Universo

Tormentose passioni spazzano
La calma passata e il velo
Pacato si spezza e dominano
Sentimenti sconvolti che cercano
Il suo sguardo che torni

E' tornato il Sole che desta
In me il fuoco disperso


Il Cielo

Luce profonda riflessa
Blu amaro di lacrime
Il cuore si perde
Là dove tutto il mio amore
Si fonde con lei
Sbocciano fiori di lunghi sottili
Petali azzurri
Screziati di giallo
Occhi d'amore


Lacrime dal cielo 

Cade dal cielo
Soffice sull'animo
Una candida presenza d'acqua
Un mondo di luce
Serena Speranza
Pace interiore
Ma la Natura è sconvolta
Cade dal cielo
Una bianca tristezza
Di pesanti lacrime amare
Silenzio
Il Sole era alto
Ieri
Splendeva la primavera
Amore
Speravo
Non sei venuto per me
Un altro Sole
Brucia ormai nel tuo cuore
Piango
La Natura con me
Neve in Primavera
Lacrime dal cielo


La memoria

Muore il ricordo
Nel lento fiume del Tempo
Perdo già le memorie
Leggere piume
Flebili storie
Portate dal vento


A Federica

Freddo profondo nel cuore passato
Triste è la notte
Senza stelle d’amore
A illuminare il cielo
Di navi sperdute nel mare
Calma la mia tempesta
Dolce vento
Fedele speranza ora cresciuta
La primavera è nata con te
Nel mese più freddo
A riportar in vita
Un caldo e profondo
Raggio di luce
Due mesi di gioia
Due rose scarlatte
Due cuori d’amore
Uniti per sempre
In un tenero fiore
Sbocciato quel giorno d’Agosto


Il Cacciatore 

Una pece nera
Ha invischiato pesantemente le mie ali
Non vola più felice
La mia mente
In questa coltre di sfiducia
Che lega alla terra nera
Il flebile canto del mio cuore
Non vedrò più il sole mattutino
Sdraiato accanto alla speranza
E’ tornato l’inverno spento dell’indifferenza
Il cacciatore
Ha ucciso quest’aquila maestosa
Che non ruberà il suo agnellino


Stagioni

Schizzi di sole e di luce
Sul mare agitato
Da bambini scherzosi
Pioggia marrone
Sulla piana spazzata
Dal vento ululante
Bianca pace serena
Sotto il freddo abbraccio
Della montagna
Fiori danzanti
Sulla collina scoscesa
Di verde smeraldo
Stagioni affettuose
Colori di vita passata e futura
E presente. Per sempre


Il Quadro

Un quadro semplice
Ben disegnato
Non rifinito
La gente non lo comprerebbe
Né io darei ad un altro uguale
Tanto valore
Non è una Gioconda, un Picasso
Un’opera impressionista
La sua bellezza non è neanche dentro
Che cosa potrebbe esserci di così raro?
Ma non mi separerei da lui
Per nulla al mondo
Né potrei farlo
Invisibili fili ci legano
Un raggio sottile
Per ogni emozione
Provata per lui
E questi ponti non si possono
Né spezzare né copiare
E’ questa la bellezza
La gioia che mi ha dato
I ricordi evocati
I momenti felici a lui collegati
Tu sei così
Un bel quadro come tanti altri
Ma un dipinto speciale
Proprio perché sei tu
E per tutti i sentimenti
Attimi irripetibili
Che mi hai saputo dare
Legami invisibili
Da stringere al cuore


Ti amo

Non importa
Se un cielo grigio
Coprirà quei pallidi
Soli d’autunno
Ti amo
Sotto una coperta calda
In una fredda stanza di campagna
Ti amo
Perché sempre critichi
La mia rara voglia di lavorare
Ti amo
Abbracciati sul sedile
Con tuo padre che ci guarda
Ti amo
Se con occhi dolci di cerbiatto
Ti perdi dentro i miei
Ti amo
Nel campo d’un paesino
Nascosti insieme giù nell’erba
Ti amo
Su uno scomodo divano
Coi cuscini sempre mossi
Ti amo
Nel corridoio là in palestra
Affollato di curiosi
Ti amo
Dopo una veloce e tanto attesa
Cenetta a casa mia
Ti amo
Mentre passeggiamo insieme
Per le vie del centro accanto
Ti amo
Sul sedile rovente
Di una macchina scassata
Ti amo
Perché con affetto mi sbucci
Quell’arancia deliziosa
Ti amo
Seduti al sole su una panchina
Al parco in riva al fiume
Ti amo
Per quei limpidi e sinceri versi
Che la tua presenza sempre ispira
Ti amo
Come un urlo immenso
Inciso sopra un grosso cuore
Ti amo
Sussurrato dolcemente
Come segrete confidenze
Ti amo
Da solo lontano mille miglia
In mare là in Sardegna
Ti amo
Davvero
Quante volte lo griderò
Al Maestrale impetuoso
In quella caletta rocciosa?
Non lo so
E non mi stancherò
Finché il ricordo immortale
Di un caldo abbraccio
Sotto il cielo stellato
Del cortile dietro quella casa
Rimarrà a scaldarmi il cuore
In quei momenti di tristezza
Ti amo


Uniti

Non è il riflesso del Sole la chioma
E gli occhi profondi
Non hanno il blu lontano del cielo
Castani capelli
Lo sguardo caldo
Densamente marrone
Bellezza interiore
Al pensiero materni ricordi
D’amore affettuoso
Un abbraccio
Profumo intenso
Svanisce la stanza intorno
Uniti


La Barca

Un’onda tranquilla
E il calmo mare di fondo
Spezza il silenzio di una barca
Stagliata sull’aere annoiato
Soffici soffi di strale
Salgono piano
Salmastri sul ponte
Là nella caletta
Rocciosa bagnata
Da raggi rossastri
Scende fresca
Di nuovi profumi
La sera


Il Sogno e La Rosa

Delicate
Carezze di seta
Sfiorano
Le gote
Trasportano
Profumi di fiori
Lontani
Prati passati
Rinascono
Boccioli
Abbracciati
Ci amiamo
In quel mondo
Di verdi speranze
Sottili
Fili d’erba
Schiacciati addosso
Ti guardo perso
Negli occhi di un sogno
Nascono stelle
Ancestrali
Passioni che bruciano
Tutto
Dimentico
Il sordo rumore
Del trattore che passa
Vicino al sentiero
Nel campo
Rivedo il profumo
Del prato
Immerso nei fiori
Nascosti
Gridi mi chiamano
E ritorna la stanza
Spezza l’immagine
Nata da un tenero
Impalpabile
Tocco sul viso
Un regalo una rosa
Gialla
E rinasce quel mio piccolo sogno


Figlie del Vento

Una forte ventata improvvisa
Si consuma con pochi e pesanti versi
Circondati dal nulla
Una storia
Lenta al fluire della lettura
Tranquilla
Agita il cielo
Solo un momento
Ritorna il silenzio
Figlie del Vento
Scuotono l’anima
Parole poco pensate
Gioco scherzoso d’inchiostro


Addio

Addio poesia amorosa
Non perché non provi più passione
Ma troppe parole riecheggiano
Nell’aria tante più uguali

Annacquano la forza nel mio puro
Sentimento. Non più cieli azzurri
Raggi di sole fuggite tempeste
Venti impetuosi non vi sento.

Una nuova legge si diffonde
Nel mio verso più importante
Della vita la formula magica

Per vivere felici la chiave
Per farmi stare bene hai il potere
Di far sorridere i miei giorni.


L’Arrivo

Il rumore lontano di un cargo
Strazia sottili nuvole stirate
Nel cielo caldo di Luglio. Amate
Coste per voi dolci lacrime spargo

Alla vista offuscata di un manto
Roccioso. Un anno. Ancora
Ricordo quel primo viso e odora
Ancora di sale il vostro canto.

Vicino alla meta tanto sperata
Mi manca qualcosa. Lo sento.
Non c’è più quella donna lì cercata

Da anni. Non la sognerò più.
Tutto l’ardore passato si è spento
Come una fiamma affogata nel blu


Harakiri

Una lunga lama affilata
Sospesa da piccole mani
Bianche
Fluttua dolcemente
La tristezza
Di un petalo di pesco
Nel giardino
Pronta a cadere
Silenziosamente
Nel mare del Sole
E ancora il suo carro
Non giunge alla fine
Della lunga strada
E l’ombra si allunga
Sulla terra sottile
Un caldo spruzzo
Dal collo pallido
Si trasforma
In un tenero rigagnolo
Rosso
Sopra il vestito aperto
Una ciocca nera
Vola nel cielo
Libera
E ritorna per terra


I Sogni

Una volta sentii
Un uomo
Senza desideri
E' un uomo
Morto
Dissi
I miei sogni
Camminano
Al mio fianco
E si realizzano
In tutte le piccole
Cose che faccio
Per te


Il Mare

S'agita il vento al tramonto
Schizzi di bianco
Pennellata imperfetta di un pazzo
E' solo
Il vento da Est
Contro il sole a Ponente
E' solo
Il ritmo spezzato
Da scogli affilati
E' solo il mare
Il vento e il poeta


A Bonifacio

Mura di pietra
Di guerre passate
Eterno ricordo
Sul mare
Non sento
Grida lontane
Impregnate nel vento
Ma un pianto
Di tristi memorie
Nell'Eco salato


L’Uccellino

Fragile in volo
Era il piccolo sogno
Di questo uccellino
E ora il solo ricordo
Ridona coraggio e
Il tuo viso lontano
Conforta il mio cuore
Amore


In Sardegna

Quando silenzioso
Un urlo mi chiama
Attendo quel sogno e
Torna alla mente
Torino lontana…
Ormai manca poco!
Ricorda quei giorni
Dove soli stavamo
Insieme in campagna
Contenti... abbracciati
Immersi nell’erba…
Amore mi manchi!
Nessuna è come te
Nessun ti assomiglia
In Sardegna


Il Gatto

Girovaga solo
Attorno al villaggio
Tra siepi spinose
Tra petali in fiore
Ormai già lo amo


Musica

Silenzio
Subito si alzano
Suoni dal nulla
E trasportano
Sogni lontani
Confusi ritratti
Ritornano e
Viaggia tra il blu
Un’immagine vaga

Silenzio
Dal tocco leggero
Di un dito
Rinasce la musica
E colori d’estate
Mi impregnan la pelle
E note fatate
Ridanno la pace
Al cielo sereno

Silenzio
Improvvise le luci
Riportano in alto
La tua melodia
Ma ormai
Più non basta
Questa varia sonata
Al cuore sei tu
La sua sola canzone

Silenzio
E che questa musica
Mai più si estingua
E continui per sempre
Come i passati sei mesi
Con te son volati
E tra suoni incantati
E’ nata
Questa nostra poesia


Gli Amanti

Rosso il chiarore
Diffonde profumi
Di nuvole perse
Nel rosa bagnato
Nel vago crepuscolo
Il Sole ritorna
Al Mare ansimante
Tremola lunga distesa
Allo scendere lento
Del corpo infuocato
E sparisce lì dentro
Quel calore affettuoso
E agitate braccia
Di flutti salati
L’accolgono in estasi
Si scioglie il vigore
Nel moto ondulante
Quando lontani sospiri
Cadenzano in coro
Quella magica unione
Ormai giunto è il tempo
Alla sera
Due amanti isolati
Ritornano uno


Se un dio esiste ver. 1

Se un dio esiste
Ringraziar io de’o
‘Ché nessun mai pria
In ver ‘sì tanta fortuna
Avea avuto ‘al cielo
E di ‘sì gran gioia
L’animo a gran voce canta
Sol’ perché Federica
Amata accanto a me
Riposa stanca e
In pace assorto
Odo’l flebil suo respiro


Se un dio esiste ver. 2

Se un dio esiste
Ringraziar io de’o
‘Chè nessun mai pria
In ver ‘sì tanta fortuna
Avea avuto ‘al cielo
E di ‘sì gran gioia
L’animo a gran voce canta
Sol’ perché Federica
Amata accanto a me
Bianca ascolta in ansia
Che’l giurament’eterno
Ci leghi’n fin
Per sempre insieme


Se un dio esiste ver. 3

Se un dio esiste
Ringraziar io de’o
‘Chè nessun mai pria
In ver ‘sì tanta fortuna
Avea avuto ‘al cielo
E di ‘sì gran gioia
L’animo a gran voce canta
Sol’ perché Federica
Amata accanto a me
Fin’ora è stata
E piena di Speranza
Di fior riempito
Ha’l silenzio mio


Se un dio esiste ver. 4

Se un dio esiste
Ringraziar io de’o
‘Chè nessun mai pria
In ver ‘sì tanta fortuna
Avea avuto ‘al cielo
E di ‘sì gran gioia
L’animo a gran voce canta
Sol’ perché Federica
Amata accanto a me
Starà d’adesso
‘ché la madre sua’n fine
Deciso ha di dar fiducia
Al piccolo mio cuore


Autoepigrafe

Se davver ti manco
Lo sguardo alza
E ammira il cielo
Scopri l’azzurro vero
E guarda oltre
‘ché là ancor sognano
I miei occhi


Preghiera per un albero

Nel silenzio qui profondo
A chi dal cuore mi ha creato
Conforto chiedo e amore
Nell’amaro qui profondo
Non lasciarci soli e tristi
‘ché sperduti siam
Senza luci affatto
E di guida
Noi mortal ‘sì ciechi
Davver bisogno abbiamo
Se grandi muri ci fronteggiano
E già sconforto viene
Quando il profum sicuro
Tuo non vediam e sordi
Una volta ancor
A la tua voce calda siamo
Non per me orgoglioso
Prego per chi bisogno
Ha davver per vivere
‘ché dal suo affetto
Teneri frutti sbocciano
E senza albero
Ogni fiore muore
Poesia non è
E nemmen richiesta
Anche se sembra
Ma preghiera
Seppur degno
Non sono affatto
Di parlarti
Dio


Perdono

Amor perdono
Se cieco e sordo
A me sol penso
E ti aggredisco
Perdono invoco ancor
Se non capisco
Che di gran fatiche
Flebili spalle il peso
A stento reggono
Quando gravose ombre
Si addensan nel tuo cielo
Perdon sincero
Solo a te
Orgoglioso chiedo
‘ché nove mesi
Passati son non sempre allegri
Per mia colpa
Spesso
Scusa


A Natale

Amo in silenzio
Guardar la neve
Se calma scende
E bianca tinge
L’animo a Natale
‘ché di buoni propositi
La mente mia s’affolla
A la sua vista
E di festa
La città s’avvolge tutta
Ma forse
Davvero è lei
Che pace dona
E se manca adesso
Non è Natale


Per sempre

Rinato l’Inverno
Riporta nell’aria
Quel giorno d’allora
E il freddo serrato
Raggela
Le mie piccole mani assopite
Ma un antico calore profondo
Riscalda quei ghiacci morenti
E confusi colori
Mi riempiono il cuore
D’incanto
Adesso capisco
Dov’è questa gioia
Non sul viale innevato
Né su un prato fiorito
Non sotto il sole d’Agosto
Né sotto un albero spoglio
Ma qui
Con te
Sempre


Per la Morte di Salvatore Capurso

Non esistono parole
Che salutino per sempre
E triste
Cala’l mio silenzio


Fragile al mattino

Fragile al mattino il mio riposo
E nuove luci mi accarezzano le gote
Calde
Sensazioni
E profumi mi chiamano con forza
Non ti vedo
Già manca il tuo tepore
Mi alzo
Ascolto oltre e là ti scopro
Sussurra dolcemente
La tua voce tra i fornelli
E un nuovo passero
Accompagna questo canto
Una scena sorridente
Dolce calma
Amore e pace
Non mi stanco
Estasiato
Di guardare
Muta
La cucina aspetta in ansia
Ma ribolle ormai il caffè!
E ferma il tempo
Per un attimo Signore!
Ammira anche Tu questa magia
Fragile al mattino


Un anno

Lenti e felici
Scendono piano
Granelli di sabbia sottile
Ma si ammassano tutti
D’un tratto veloci
E si agita il tempo
Con loro turbato
Finché l’ultimo scende
Solo
Sul fondo
E’ finito
Di tanti momenti
Non esistono versi
Ormai goffi e impacciati
Per descrivere un anno
Non resta
Alla fine
Che viverne altri
Felici con te


Notre Dame

Cupo
Il cielo
A Parigi
E piange
Notre Dame
In silenzio
Se manca
L’Amore
Al mio fianco


Liberazione

Torniamo ora a canticchiare
Qualche cosa non va giù!
Non so proprio più che fare
Non ne posso proprio più!

Son a casa torturato
Sembro proprio un bel malato!
Dal dolor solo d’un dente
Non ci sto più con la mente!

Ma il problema non è questo
Sta’ a sentire tutto il resto!
Mi lamento per amore
Forse ho fatto un bell’errore!

Faccio in ver salti mortali
Vado sempre io da lei
Più non conto manco i mali
Son più buono io di sei!

Io capisco e sono aperto
Il tram non è perfetto
Troppo lento è ‘sto diciotto
Meglio in macchina di certo

Ma non sempre si può fare
Quando posso vengo al volo
Ti devi solo un po’ arrangiare
E non lasciarmi sempre solo!

Non dirmi sol cazzate
Le altre scuse son sprecate!
Non per studio me lo hai detto
Non mi son inventato tutto!

Qualche compito ce l’hai
Per venir non finisci mai
Se vengo io hai già finito
Prima ancor che son partito!

Tu ti sei scordata un fatto
Quando andavo a karate
Io studiavo come un matto
Ma alle cinque ero da te!

Forse ormai più non ricordi
Se da casa tua uscivo tardi
Prendevo il tram anche la sera
Perché la macchina non c’era!

Sono proprio ora incazzato
Il mio amor l’ho dimostrato!
Non mi vuoi affatto bene
E non trattarmi come un cane!

Certe cose son fatica
Che di certo non ti è amica
Lasci tutto al tuo ragazzo
Che alla fin s’è rotto il cazzo!

Basta poco a scoraggiarti
Non fai niente per vedermi
“Mi dispiace” sai sol dirmi
“Che non posso ancor baciarti”

Non si fa così se s’ama
Tu l’amor non sai che sia!
Per l’amor mai cosa è vana
E ogni fatica vola via

Ma per te non è lo stesso
Son qui e aspetto come un fesso
Non verrai neanche ‘sta volta
La distanza per te è molta

Mi dirai che non è vero
E che sempre lo rinfaccio
Mi vuoi bene tu davvero?
Forse in fondo sol ti piaccio!

Io non voglio rinfacciare
Non son bambino capriccioso
Sono solo un po’ pensoso
E son stanco di lottare

Per un po’ dovrò capire
Se lasciare o intervenire
Ma non farmi una scenata
Non sei stata ancor lasciata!


Sulla sdraio

Frastagliati i contorni
Sfumati di luce
Leggeri passi nel cielo
Disfano il tutto
E nuove spontanee
Rinascono piano
Le nuvole
Aspettano in ansia
Le dolci carezze
L’arrivo del vento
Sfuggono insieme
Sopra il mio capo
E cieco ancora una volta
Le ammiro incantato


Ascolta

Lo sento
Dentro
Il suo cuore
Batte
Respira piano
Sopra il mio petto
Mi avvolge l’abbraccio
Tutta
Lo sento
Più forte il profumo
Cresce
Invisibile
Un brivido un attimo
Più non resisto
Un bacio
Adesso
Ho bisogno
Lo sento
Sdraiata con me
Lunghi capelli mi accarezzano il volto
Tranquilli
Ci amiamo
L’una sull’altro
Non accanto ma dentro
Lo sento


Fragole

Fresche, leggere
Rosate, mature
Arrossiscono al sole
Graziose si sciolgono
Ora, mi accarezzo
Lento le labbra
E piano assaporo i ricordi


L’innamorato

Sospira in silenzio
Tra gli alberi affranti
La Morte
Vede abbracciarlo
E di dolori tremendi
Assapora tempeste
Non trova
Tra i suoi patimenti
La Vita


Solo per me

Morbide linee
Tratteggiano bianche
Quei seni affettuosi
Profumati si alzano caldi
Mi piace abbracciarli
Immerger nei tuoi sogni il mio pensiero
E ancora
Stringer forte la mia mano
Per rubare dolcemente un tuo sospiro
E dentro
Ascoltar veloci i tuoi rintocchi
E i tuoi occhi
Dolci
Mi guardano


La notte prima

Tremule luci sul mare
Richiaman la mente
Il ricordo di un pianto
E dolcissime gocce
Saltellan leggiadre
Su trame di cerchi
Perfetti si fondono
Crescono e muoiono
Ma già un’altra orma
Di passi bagnati
Colma quel vuoto
Atre con lei tutte accanto
Sorelle vicine
Nel porto
Di notte
Piove sul mare


Ancora una volta

Ancora una volta
Dopo tanto assieme
Da lontano ricordo
Il tuo viso
Ombra passata


Voli di rondini

Leggere nel cielo
Piccole frecce
Macchiate di bianco
Cinguettano in coro
Al ritorno inatteso
Del loro cantore


Pessimista

A volte son cieco
E troppo penso da solo
Di tristissime scene
Vedo lo scorrer
E mi chiedo il perché
Di tanto dolore
Ma senso ha davvero
Continuare a lottare?
Ora triste mi accascio
E mi affliggo di futuri presagi
E rovinosa caduta è la mia
E più non mi fermo
Travolto
Suicidio è davvero
E da solo stringo piano la morsa
Finché a spezzar questa notte
Imprevista non giungi
A far tremare ogni dubbio
E rassicuri il mio cuore
E freni di pericolosi viaggi
L’intraprender vano
‘ché bisogno ho davvero
D’ancora salda
Se afflitto da incubi
Percorro la strada
E ti prego
Non scordar
Spesso
Di svegliarmi


Solo

Son debole mi accorgo
E il tempo passa sul mio corpo
Cresce la paura e morto sembro
E non capisco
Cosa passa nella testa
Se sonni ciechi mi tormentano
Sol perché lontana sei con altri
E il tuo sorriso non dividi
Coi miei occhi
Continue scene mi spaventano
Ma davvero non ti accorgi
Che ogni gesto non per me
Mi uccide e non bastano
Quelli che da solo immagino
Altri veri se ne aggiungono
Reali e più pesanti di un flagello
Poi tranquilla mi racconti dei tuoi amici
Nuovi conosciuti
Con cui passi il tempo assieme
E non ci sono io con te
Ma altre braccia ormai
S’appoggiano al tuo fianco
E tu tranquilla
Non ci badi e sei felice
Ma mi accusi di essere egoista
Nulla dici fai con loro
E già una volta mi lasciasti
Io più non so che creder
Sempre vedo questi gesti
Nel futur mi scorgo solo
Anche se mi ami, almeno credi
Quando il giorno infame giungerà
E forse in lacrime dirai
Che ti dispiace e non volevi
In ver ferirmi e nemmen tradir
Quella fiducia ormai distrutta
E a me ancor tieni
Per divider la tua vita con la mia
Ma tardi calerà la tua preghiera
E sconvolto un’altra volta
Accasciato sul mio fianco
A pianger starò da solo


Le arti e i Fratelli

Tre son le arti
Che ammiro davvero
Per la potenza sincera
Che turba il mio animo:
La prima è la mia
E si chiama poesia
Ma poco piace alla gente
E difficile è tanto da capire!
La seconda si vede
E null’altro
La pittura è il dono
Del mio primo fratello
Senza dubbio un maestro
Nell’unire i colori.
La terza la amo
E purtroppo
Non posso far altro
Solo l’ultimo nato
Si diletta con essa
E ciò me ne duole
Che davvero la prima avrei dato
Per crear una gran melodia
Di piani e violini


Ricordi Rivisti

Lentamente ti sdrai
Mi baci ti spogli
E rimaniamo abbracciati
Assaporando l‘istante
Tra coccole dolci
Da un anno ci amiamo
E incantato ricordo
Quel primo momento
Ogni volta rivisto
Nei nostri sospiri


L’Amore

Sospiro lontano
Dopo averti sentita
Senza avere da tempo messaggi
E continuo a sperare
Dolci frasi d’amore
Per colmare
Paure ormai troppo celate
Ma niente m’arriva
In silenzio giace su tavolo
Un cellulare
Stanco di interminabili attese
Inutili paranoie
E lotto ogni giorno con loro
Forse questo è l’amore
E stupido è davvero cercare
Eterna paura di perdere ancora
L’Amore


Un Altro

Più di un mese è passato
E non sento parole da scrivere
Sconvolto da tutto
Senza poter cancellare
Quei gesti mai visti
Mentre tra musiche ignote
Balli lenta e felice
Abbracciata ad un altro


A Rivarossa

Si alzano in coro
Profumi d’erba bagnata
E di fiori
E suoni tranquilli
Distraggono appena la mente
Liberi mi piace
Abbandonare i miei pensieri
Per rincorrerli d’un fiato
E star solo con loro
E la natura
Se piano
Mi chiama


Così lontano. Così vicino.

Folli discussioni
Allontanano la mente
E al buio mi ritrovo
Spaventato
Ti cerco
Col cuore attanagliato
Ma a parlarti poi non riesco
E una lacrima si appoggia sulla gota
Al telefono litigi
Solo trovano i pensieri
E impressione viene
Di esser solo
E che niente poi ti importa
Se tra studi e nere angosce
Scandisco le giornate
Non è vero
Son sicuro mi dirai
Ma il mio sogno
Si avvera nell’affetto
Poi trovato al mio ritorno
Dopo lunghissime fatiche
E comprensione
O la dolcezza di un sorriso
In quelle fragili carezze
Son stupidi i perché
Di tutta questa sofferenza
Ma non è facile vederti
Così lontana dal mio mondo
Perché questo è il ghiaccio
Che lento soffoca i miei cigni


L’ Ultimo Canto

E’ futile cercare
Gioie nascoste e lontane
Son già in paradiso
Se sorridi felice
Pallido è il Sole
Al tuo calore affettuoso
E le stelle si offuscano
Se lo sguardo alzi al cielo
Certo indegne rivali
Dei tuoi occhi splendenti
La pelle rosata
Ricorda esotici fiori
Dal profumo inebriante
E soffici al tatto
Infinita dolcezza
In quei lunghi capelli
E amor è per me
Giochicchiare con loro
Per scendere poi
Con la mano sul viso
Assaporando l’istante
Prima di un bacio geloso
Ti amo
Purtroppo
Ormai più non posso
Viver senza il mio miele


San Valentino

Solo parole
Adesso
Per ringraziarti sincero
Dei momenti stupendi
E delle dolci carezze
Che mi incoraggiano sempre
In questi ultimi giorni
Di esami difficili
Ma presto
Non solo parole
Ti avvolgeranno d’amore
E con gioia
Spensierati saremo
Sino al prossimo nostro
San Valentino


Un giorno speciale

Un giorno speciale
E' arrivato d'incanto
Sotto una pioggia di petali rosa
E' ritornata la primavera
Che mi avvolge ogni anno
Nel nostro momento
E si accende una luce
Nel mio animo in ansia
Convinto che il mondo
Sia solo una vuota prigione
Senza un sorriso felice
Che dolcemente mi culli
Con te son rinato
E altro non posso
Se non ringraziarti
Per questi lunghissimi
Due anni di vita


Il Gioiello

Un gioiello prezioso
Un dono
Sicuramente del cielo
O un raro monile
Trovato nel mare
Profondo
E ancora una volta
Mi incanto a guardarti
Stupito
Adesso al mio fianco
Sdraiata ti appoggi serena
Ti abbraccio
E tutto diventa perfetto


Dolce, piccola Fede

Dolce, piccola Fede
Stasera mi manchi
Sdraiato nel letto
Solo
A pensare non riesco
Che al tuo tenero viso
Davvero sto male
E soffro perché non ti vedo
Adesso più non resisto
E un nodo alla gola
Mi strozza il respiro
Folle d'amore
Stammi vicino
E fa che sia il solo
A viver dentro i tuoi occhi
‘ché davvero la vita parrebbe finita
A condivider i tuoi baci affettuosi
Con un altro fantasma
Ma se l'unico sono e sarò
Allora saremo noi due
Insieme
A costruire un nostro futuro
In pace e in amore
E il mio cuore
Il mio dono sarà
Per tutta la vita


Sulla neve

Son cieco
Circondato da neve
Una luce mi abbaglia
Non raggi di sole
Diffusi dal bianco
Ma ricordi speciali
Rivivon nel cuore
Quando soffi di vento
Mi sfioran le labbra
E assorto in un sogno
Sospiro un tuo bacio


Giorni Infiniti

Son stanco di lotte
E di esami stressanti
Veloci andirivieni
Da sale d’aspetto
E attese insicure
Per un voto soltanto
Son triste, ho paura
Vicino al tuo letto
E accarezzo il tuo viso
Tra poche parole sofferte
Nonna
A volte è difficile
Sorridere al vento


Ho sbagliato

Ho sbagliato! Ho capito!
Cieco e smarrito
Ho perduto la strada
E adesso tremante
Ricordo con ansia
Il tuo caldo profumo
E il tuo corpo perfetto.
Ritorna ora in mente
Il tuo dolcissimo viso
E la ragione
Di un amore profondo
Perduta per sbaglio
Da folli discorsi:
Mi basta un sorriso
E l’averti al mio fianco
Per essere ricco e felice.
Non senti il bisogno
Anche tu di carezze?
Davvero niente è rimasto
Di quel desiderio
E ormai più non ricordi
Neanche il mio corpo?
Staresti ancora al mio fianco
Nuda nel letto?
Altri interessi ti portan lontano
E più non cerchi purtroppo
Quei baci dimenticati.
Se di libertà
Davvero hai bisogno
Non ti voltare
Allora a guardarmi
In lacrime seduto
E vivi tranquilla
La tua giovinezza.
Ti amo
Ma non per questo ti merito.
E solo un ultimo verso
A chiudere il tutto ora manca:
Davvero mi pento! Scusa!


Ringraziamenti

Alle poesie
Profonde
Profanate
Da infedeli

Ai veri
Geni umani
Scherniti
Da ignoranti

A tutti voi
Amici
Che non avete
Mai capito

E a me stesso
Perché in fondo
Chi l’ha scritto
Sono io


Indice

Per la Sinfonia
Di varie pagine
Saltar dovete indietro
E così via per altre
Ancora ma davvero
Io mi chiedo se
Abbia un senso
D’un pizzico di arte
Farne un indice
Come una lunga e
Bella lista della spesa
E con numeri
Di stanche pagine
Etichettar ‘sì bene
Pochi versi
E rinchiuder
Nel silenzio
D’una gabbia
Il lor messaggio
Ma sacra è’n fine
La bellezza ver
Dei numeri
E triste compito
E’ per lor contare
De l’uman voglia
Anch’essi schiavi

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1° Edizione 1998
5° Edizione 2002
© Capurso Alessandro
Tutti i diritti sono riservati all’autore