Foglie Cadute

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Atrio - Bacheca - Biblioteca - Camera Oscura - Dojo - Sala dell'Altare - Studio


 
1998-2001
Piccolo Giardino d'Inchiostro
2002-2004
Luce da Oriente
2004-2008
Segature
work in progress
Monti di Citta'

Piccolo Giardino d'Inchiostro
1998-2001

Una Sera

Una sera
Passata
Nel vuoto
Della memoria
A sfogliare
Ricordi
Un passato
Rinato
Sotto nuova luce
Una luce
Passata
Spenta
Emerge
Nel suo buio
E un tempo
Sembrava brillare
Di proprio vigore
Celando
La triste natura delle cose


Il Quadro

Un quadro semplice
Ben disegnato
Non rifinito
La gente non lo comprerebbe
Né io darei ad un altro uguale
Tanto valore
Non è una Gioconda, un Picasso
Un'opera impressionista
La sua bellezza non è neanche dentro
Che cosa potrebbe esserci di così raro?
Ma non mi separerei da lui
Per nulla al mondo
Né potrei farlo
Invisibili fili ci legano
Un raggio sottile
Per ogni emozione
Provata per lui
E questi ponti non si possono
Né spezzare né copiare
E' questa la bellezza
La gioia che mi ha dato
I ricordi evocati
I momenti felici a lui collegati
Tu sei così
Un bel quadro come tanti altri
Ma un dipinto speciale
Proprio perché sei tu
E per tutti i sentimenti
Attimi irripetibili
Che mi hai saputo dare
Legami invisibili
Da stringere al cuore


Ti amo

Non importa
Se un cielo grigio
Coprirà quei pallidi
Soli d'autunno
Ti amo
Sotto una coperta calda
In una fredda stanza di campagna
Ti amo
Perché sempre critichi
La mia rara voglia di lavorare
Ti amo
Abbracciati sul sedile
Con tuo padre che ci guarda
Ti amo
Se con occhi dolci di cerbiatto
Ti perdi dentro i miei
Ti amo
Nel campo d'un paesino
Nascosti insieme giù nell'erba
Ti amo
Su uno scomodo divano
Coi cuscini sempre mossi
Ti amo
Nel corridoio là in palestra
Affollato di curiosi
Ti amo
Dopo una veloce e tanto attesa
Cenetta a casa mia
Ti amo
Mentre passeggiamo insieme
Per le vie del centro accanto
Ti amo
Sul sedile rovente
Di una macchina scassata
Ti amo
Perché con affetto mi sbucci
Quell'arancia deliziosa
Ti amo
Seduti al sole su una panchina
Al parco in riva al fiume
Ti amo
Per quei limpidi e sinceri versi
Che la tua presenza sempre ispira
Ti amo
Come un urlo immenso
Inciso sopra un grosso cuore
Ti amo
Sussurrato dolcemente
Come segrete confidenze
Ti amo
Da solo lontano mille miglia
In mare là in Sardegna
Ti amo
Davvero
Quante volte lo griderò
Al Maestrale impetuoso
In quella caletta rocciosa?
Non lo so
E non mi stancherò
Finché il ricordo immortale
Di un caldo abbraccio
Sotto il cielo stellato
Del cortile dietro quella casa
Rimarrà a scaldarmi il cuore
In quei momenti di tristezza
Ti amo


Uniti

Non è il riflesso del Sole la chioma
E gli occhi profondi
Non hanno il blu lontano del cielo
Castani capelli
Lo sguardo caldo
Densamente marrone
Bellezza interiore
Al pensiero materni ricordi
D'amore affettuoso
Un abbraccio
Profumo intenso
Svanisce la stanza intorno
Uniti


Il Sogno e La Rosa

Delicate
Carezze di seta
Sfiorano
Le gote
Trasportano
Profumi di fiori
Lontani
Prati passati
Rinascono
Boccioli
Abbracciati
Ci amiamo
In quel mondo
Di verdi speranze
Sottili
Fili d'erba
Schiacciati addosso
Ti guardo perso
Negli occhi di un sogno
Nascono stelle
Ancestrali
Passioni che bruciano
Tutto
Dimentico
Il sordo rumore
Del trattore che passa
Vicino al sentiero
Nel campo
Rivedo il profumo
Del prato
Immerso nei fiori
Nascosti
Gridi mi chiamano
E ritorna la stanza
Spezza l'immagine
Nata da un tenero
Impalpabile
Tocco sul viso
Un regalo una rosa
Gialla
E rinasce quel mio piccolo sogno


Figlie del Vento

Una forte ventata improvvisa
Si consuma con pochi e pesanti versi
Circondati dal nulla
Una storia
Lenta al fluire della lettura
Tranquilla
Agita il cielo
Solo un momento
Ritorna il silenzio
Figlie del Vento
Scuotono l'anima
Parole poco pensate
Gioco scherzoso d'inchiostro


Il Mare

S'agita il vento al tramonto
Schizzi di bianco
Pennellata imperfetta di un pazzo
E' solo
Il vento da Est
Contro il sole a Ponente
E' solo
Il ritmo spezzato
Da scogli affilati
E' solo il mare
Il vento e il poeta


A Bonifacio

Mura di pietra
Di guerre passate
Eterno ricordo
Sul mare
Non sento
Grida lontane
Impregnate nel vento
Ma un pianto
Di tristi memorie
Nell'Eco salato


Se un dio esiste ver. 1

Se un dio esiste
Ringraziar io de'o
'Ché nessun mai pria
In ver 'sì tanta fortuna
Avea avuto 'al cielo
E di 'sì gran gioia
L'animo a gran voce canta
Sol' perché Federica
Amata accanto a me
Riposa stanca e
In pace assorto
Odo'l flebil suo respiro


A Natale

Amo in silenzio
Guardar la neve
Se calma scende
E bianca tinge
L'animo a Natale
'ché di buoni propositi
La mente mia s'affolla
A la sua vista
E di festa
La città s'avvolge tutta
Ma forse
Davvero è lei
Che pace dona
E se manca adesso
Non è Natale


Per la Morte di Salvatore Capurso

Non esistono parole
Che salutino per sempre
E triste
Cala il mio silenzio


Fragile al mattino

Fragile al mattino il mio riposo
E nuove luci mi accarezzano le gote
Calde
Sensazioni
E profumi mi chiamano con forza
Non ti vedo
Già manca il tuo tepore
Mi alzo
Ascolto oltre e là ti scopro
Sussurra dolcemente
La tua voce tra i fornelli
E un nuovo passero
Accompagna questo canto
Una scena sorridente
Dolce calma
Amore e pace
Non mi stanco
Estasiato
Di guardare
Muta
La cucina aspetta in ansia
Ma ribolle ormai il caffè!
E ferma il tempo
Per un attimo Signore!
Ammira anche Tu questa magia
Fragile al mattino


Liberazione

Torniamo ora a canticchiare
Qualche cosa non va giù!
Non so proprio più che fare
Non ne posso proprio più!

Son a casa torturato
Sembro proprio un bel malato!
Dal dolor solo d'un dente
Non ci sto più con la mente!

Ma il problema non è questo
Sta' a sentire tutto il resto!
Mi lamento per amore
Forse ho fatto un bell'errore!

Faccio in ver salti mortali
Vado sempre io da lei
Più non conto manco i mali
Son più buono io di sei!

Io capisco e sono aperto
Il tram non è perfetto
Troppo lento è 'sto diciotto
Meglio in macchina di certo

Ma non sempre si può fare
Quando posso vengo al volo
Ti devi solo un po' arrangiare
E non lasciarmi sempre solo!

Non dirmi sol cazzate
Le altre scuse son sprecate!
Non per studio me lo hai detto
Non mi son inventato tutto!

Qualche compito ce l'hai
Per venir non finisci mai
Se vengo io hai già finito
Prima ancor che son partito!

Tu ti sei scordata un fatto
Quando andavo a karate
Io studiavo come un matto
Ma alle cinque ero da te!

Forse ormai più non ricordi
Se da casa tua uscivo tardi
Prendevo il tram anche la sera
Perché la macchina non c'era!

Sono proprio ora incazzato
Il mio amor l'ho dimostrato!
Non mi vuoi affatto bene
E non trattarmi come un cane!

Certe cose son fatica
Che di certo non ti è amica
Lasci tutto al tuo ragazzo
Che alla fin s'è rotto il cazzo!

Basta poco a scoraggiarti
Non fai niente per vedermi
"Mi dispiace" sai sol dirmi
"Che non posso ancor baciarti"

Non si fa così se s'ama
Tu l'amor non sai che sia!
Per l'amor mai cosa è vana
E ogni fatica vola via

Ma per te non è lo stesso
Son qui e aspetto come un fesso
Non verrai neanche 'sta volta
La distanza per te è molta

Mi dirai che non è vero
E che sempre lo rinfaccio
Mi vuoi bene tu davvero?
Forse in fondo sol ti piaccio!

Io non voglio rinfacciare
Non son bambino capriccioso
Sono solo un po' pensoso
E son stanco di lottare

Per un po' dovrò capire
Se lasciare o intervenire
Ma non farmi una scenata
Non sei stata ancor lasciata!


Ascolta

Lo sento
Dentro
Il suo cuore
Batte
Respira piano
Sopra il mio petto
Mi avvolge l'abbraccio
Tutta
Lo sento
Più forte il profumo
Cresce
Invisibile
Un brivido un attimo
Più non resisto
Un bacio
Adesso
Ho bisogno
Lo sento
Sdraiata con me
Lunghi capelli mi accarezzano il volto
Tranquilli
Ci amiamo
L'una sull'altro
Non accanto ma dentro
Lo sento


Solo per me

Morbide linee
Tratteggiano bianche
Quei seni affettuosi
Profumati si alzano caldi
Mi piace abbracciarli
Immerger nei tuoi sogni il mio pensiero
E ancora
Stringer forte la mia mano
Per rubare dolcemente un tuo sospiro
E dentro
Ascoltar veloci i tuoi rintocchi
E i tuoi occhi
Dolci
Mi guardano


Solo

Son debole mi accorgo
E il tempo passa sul mio corpo
Cresce la paura e morto sembro
E non capisco
Cosa passa nella testa
Se sonni ciechi mi tormentano
Sol perché lontana sei con altri
E il tuo sorriso non dividi
Coi miei occhi
Continue scene mi spaventano
Ma davvero non ti accorgi
Che ogni gesto non per me
Mi uccide e non bastano
Quelli che da solo immagino
Altri veri se ne aggiungono
Reali e più pesanti di un flagello
Poi tranquilla mi racconti dei tuoi amici
Nuovi conosciuti
Con cui passi il tempo assieme
E non ci sono io con te
Ma altre braccia ormai
S'appoggiano al tuo fianco
E tu tranquilla
Non ci badi e sei felice
Ma mi accusi di essere egoista
Nulla dici fai con loro
E già una volta mi lasciasti
Io più non so che creder
Sempre vedo questi gesti
Nel futur mi scorgo solo
Anche se mi ami, almeno credi
Quando il giorno infame giungerà
E forse in lacrime dirai
Che ti dispiace e non volevi
In ver ferirmi e nemmen tradir
Quella fiducia ormai distrutta
E a me ancor tieni
Per divider la tua vita con la mia
Ma tardi calerà la tua preghiera
E sconvolto un'altra volta
Accasciato sul mio fianco
A pianger starò da solo


Le arti e i Fratelli

Tre son le arti
Che ammiro davvero
Per la potenza sincera
Che turba il mio animo:
La prima è la mia
E si chiama poesia
Ma poco piace alla gente
E difficile è tanto da capire!
La seconda si vede
E null'altro
La pittura è il dono
Del mio primo fratello
Senza dubbio un maestro
Nell'unire i colori.
La terza la amo
E purtroppo
Non posso far altro
Solo l'ultimo nato
Si diletta con essa
E ciò me ne duole
Che davvero la prima avrei dato
Per crear una gran melodia
Di piani e violini


L'Amore

Sospiro lontano
Dopo averti sentita
Senza avere da tempo messaggi
E continuo a sperare
Dolci frasi d'amore
Per colmare
Paure ormai troppo celate
Ma niente m'arriva
In silenzio giace su tavolo
Un cellulare
Stanco di interminabili attese
Inutili paranoie
E lotto ogni giorno con loro
Forse questo è l'amore
E stupido è davvero cercare
Eterna paura di perdere ancora
L'Amore


Un Altro

Più di un mese è passato
E non sento parole da scrivere
Sconvolto da tutto
Senza poter cancellare
Quei gesti mai visti
Mentre tra musiche ignote
Balli lenta e felice
Abbracciata ad un altro


A Rivarossa

Si alzano in coro
Profumi d'erba bagnata
E di fiori
E suoni tranquilli
Distraggono appena la mente
Liberi mi piace
Abbandonare i miei pensieri
Per rincorrerli d'un fiato
E star solo con loro
E la natura
Se piano
Mi chiama


Giorni Infiniti

Son stanco di lotte
E di esami stressanti
Veloci andirivieni
Da sale d'aspetto
E attese insicure
Per un voto soltanto
Son triste, ho paura
Vicino al tuo letto
E accarezzo il tuo viso
Tra poche parole sofferte
Nonna
A volte è difficile
Sorridere al vento


Ringraziamenti

Alle poesie
Profonde
Profanate
Da infedeli

Ai veri
Geni umani
Scherniti
Da ignoranti

A tutti voi
Amici
Che non avete
Mai capito

E a me stesso
Perché in fondo
Chi l'ha scritto
Sono io


Indice

Per la Sinfonia
Di varie pagine
Saltar dovete indietro
E così via per altre
Ancora ma davvero
Io mi chiedo se
Abbia un senso
D'un pizzico di arte
Farne un indice
Come una lunga e
Bella lista della spesa
E con numeri
Di stanche pagine
Etichettar 'sì bene
Pochi versi
E rinchiuder
Nel silenzio
D'una gabbia
Il lor messaggio
Ma sacra è'n fine
La bellezza ver
Dei numeri
E triste compito
E' per lor contare
De l'uman voglia
Anch'essi schiavi


Luce da Oriente
2002-2004


Dunnet Head

Scogliere del Nord
a picco sul mare…
Un gabbiano urla nel vento

P. S. Paolo, Casa
Ruggiti lontani
e qualche goccia.
Ho freddo.

a Rivarossa
Profumo di fiori
su eterni silenzi che
scaldano il cuore

Valentino

Treman le gambe
e il cuore sussulta ma
era solo illusione

Francoforte, In taxi
Corron le gocce
sul vetro veloci
stelle cadenti

Mtv Day
Al concerto
sommerso dalla folla
ma solo

Murazzi
Lunghi cipressi
come soldati in linea
sul fiume…

Sotto casa sua
Fuggire vorrei
e non voltarmi sempre
a cercarla…

NEgo
Chi sono
io veramente?
Chi sono?

Scrivo
Sgraziati versi
come bambini storpi
tra mille specchi

Verso Madrid
Le notti sono
tue regina d'incubi
e di cuori...

Tornando a Granada

Come girasoli
morti il capo triste
chino a terra

Ammiro
La tua bellezza
e la semplicità di
non saperlo...

Questa notte
Il tuo profumo
invano ho cercato
sul cuscino…


Segature
2004-2006

Amore e Psiche
24-27 Giugno 2003

Psiche, dolce compagna di vita una volta
ora sereno ho deciso di perdermi nel bosco
e solo raccontar senza rimpianti
una storia comune di passati e presenti
per non perdermi ancora, solo, nel bosco.

Per caso, come sempre all'inizio, senti
il cuore batter forte d'improvviso e non capisci
se è semplice attrazione e null'altro
a turbarti mentre passa... Infine la conosci
e dopo un bacio, quasi un gioco, vuoi vederla

ancora e ancora per saziare bisogni d'affetto
spesso celati in sospiri e silenzi o tristi ricordi.
Dolce è star con lei nudi abbracciati
e timor del primo amore, paure e desideri
ricordo tra profumi e lenzuola stropicciate.

Condivider la magia e progetti di una vita
insieme di colori tingon vivaci le giornate
e piccoli e sinceri sono i gesti
quotidiani e dolci baci o tenere carezze
sono il miele profumato di questa primavera.

Banali sembrano ora quei litigi... Ma come è
facile vedere adesso i miei pensieri riflessi
in un bicchiere di profumato tè
e come era folle quell'insensata gelosia
e la paura angosciante di perdermi in quel bosco.

Forse è vero... Il numero perfetto è nera ombra
sulla vita di una coppia... ma come può splender
il sole se dubbi straziano le notti?
Tradire infine... o più innocenti son le gocce
di rugiada che arrugginirono il tuo amore?

Lasciarsi dunque? Conosco bene questo film...
Un altro principe cavalca nei tuoi occhi e sul tuo
letto coprendo presto il mio profumo.
Lacrime e Odio... chiamarla e sentirla o un breve
messaggio almeno... ma inutile è guardar muto

un cellulare che neanche oggi placherà falso
il desiderio di scacciare quel nero fantasma
e il terrore o forse la speranza
di vederla ancora in ogni viso e in ogni voce...
Tristi le strade percorse sospirando in lacrime

e poi voler reagire e lottare per la vita
e per se stessi... Inutili le lunghe fughe
e i mille sport e i mille corsi fatti
e uscir poi tutte le sere sperando di distrarsi
e di conoscer nuove strade e luci nuove...

Fragile Psiche... forse davvero è facile
capire i tuoi pensieri e trovare una risposta
ma Amore ancora ricorda e piange...
Scusami ti prego se ti rifiuto come amica
ma al sentire la tua voce o leggendo quei messaggi

tremano le gambe e veloce batte il cuore in fuga...
Fermati e non fuggire davanti a lei incontrata
forse per caso sotto casa sua...
"Ciao... Come va?" "Bene. E tu?" "Bene...
Devo andare... Sono di fretta... Ciao" "Ciao..."

E corri via fingendo sicurezza ma insicuri
e ciechi sono i passi che ti portano lontano.
Quanto tempo è passato ormai...
Quanti mesi e quanti baci ci separano adesso?
Quante carezze, Amore, hai aspettato...

E ora desideri irrealizzati sembran capire
e ciò che triste rimpiango non è il tuo sorriso
ma è l'Amore, Psiche, che cerco
e ritrovarti adesso è vana cosa anche se tremo
ancora alla tua vista... Solo cammini e poi

per caso, come sempre all'inizio, senti
il cuore batter forte d'improvviso e non capisci
se è semplice attrazione e null'altro
a turbarti mentre passa... Infine la conosci
e dopo un bacio, quasi un gioco, ancora...

Ma questa è un'altra storia, Psiche,
e il tempo nel tuo bosco è ormai finito...



Maggio?

3 Maggio 2004

Pioggia
fredda Torino soffoca
Lunedì mattina
di fiumi senza meta
Pioggia e asfalto
come gabbia impazzita
Lunedì mattina
di topi in guerra
Pioggia e asfalto e macchine
in corsa e tutte ferme
Lunedì mattina
di clacson come urla
Pioggia e asfalto e macchine e rumori
e noi tutti in attesa…
dove sei Caronte? Dove sei?


Anch'io come loro?
20 Maggio 2004

Sera. Manager isolati
camminano inquieti
bisbigliando segreti
d'affari o d'amore
ad un cellulare mai spento
cercando lontano
poveri topolini ciechi
il loro piccolo
pezzo di formaggio


Amsterdam
27 Giugno 2004

In silenzio a Gare du Nord
ci siamo incontrati
fuggiti insieme
dal nostro presente

in silenzio siam giunti
alla città promessa
la sera in un pub
davanti a una bionda

in silenzio insieme
smarrito il presente
siamo morti confusi
su letti lontani

in silenzio al mattino
con poche carezze
ho preso il suo corpo
tra sporche lenzuola

in silenzio angosciati
siam scesi per strada
cercando croci vicine
per l'errore commesso

in silenzio in stazione
fumando l'attesa
di cambiare il biglietto
per lei per domani

in silenzio seduti
bevendo martini
su un canale dipinto
di luci e di ombre

in silenzio per strada
persi ancora cercando
questo cazzo di hotel
e noi stessi

in silenzio fumati
mangiati e dormiti
fumati e seduti
ancora lontano

in silenzio in cammino
verso il centro lontano
e il distretto proibito
delizia dell'uomo

in silenzio incantato
come bimbo innocente
saltellando felice
tra le file alle giostre

in silenzio ti ammiro
sotto luci rossastre
perché mi sorridi?
davvero ti piaccio?

in silenzio una birra
sorseggiamo seduti
in un pub all'aperto
su un canale mai visto

in silenzio cammina
veloce nel buio
e come ombra da dietro
ricopro i suoi passi

in silenzio nel letto
come sempre lontani
ho sognato tremando
il tuo volto piangente

in silenzio al risveglio
neskafe cappuccino
marmellata d'arance
e pane tostato

in silenzio scoprendo
pittori famosi
e l'amore per l'arte
da tempo smarrito

in silenzio ammettendo
che l'emozione più forte
si trova soltanto
in suoni e colori

in silenzio in un bar
con un grosso panino
abbiamo fumato
tra partite di scacchi

in silenzio al binario
la saluto impaurito
fingendo interesse
dietro quel finestrino

in silenzio riparto
vagando per strada
cercando smarrito
l'hotel e me stesso

in silenzio ho dormito
aspettando le nove
per una misera cena
e il suo atteso messaggio

in silenzio vestito
sono sceso nel dubbio
di tornare da solo
tra i neon fluorescenti

in silenzio perduto
dopo ore di cerca
tra il fumo e le luci
mi hai aperto la porta

in silenzio di notte
senza alcuna carezza
ho preso il tuo corpo
tra sporche lenzuola

in silenzio correndo
sotto lacrime e pioggia
ho trovato la strada
per l'albergo da solo

in silenzio sognando
ancora il tuo volto
e il mio volto riflesso
in quel vetro sottile

in silenzio ho raccolto
il cibo avanzato
e senza più soldi
ho chiuso il mio zaino

in silenzio le scarpe
mi riportano ignare
a cercarti dov'eri
per sapere il tuo nome

in silenzio scontento
di non averti più vista
dopo un ultimo giro
mi ritrovo in stazione

in silenzio seduto
su gradini bagnati
scrivo solo aspettando
che parta il mio treno

eppure ancora in silenzio
in questo strano momento
mi torni alla mente
piccola Psiche… perché?


Alessandro il Grande?

16 Gennaio 2005

Cosa o chi devi conquistare
cuore o paese lontano
per trovare infine
la vita eterna?
Quale gesta o ricordo devi
mio sciocco mortale
lasciare a memoria
di un glorioso passato?
Pensiero schiavo di vana gloria
non cercare nella morte
felicità e domani
guarda il sole sorgere
un altro giorno


Morale
7 Febbraio 2005

Sono idealista
ma è facile esserlo
a pancia piena


Nuvole di fumo
13 Febbraio 2005

Come chiedere alla Luna
di baciare un altro Sole?
Come inseguire un aquilone
trattenuto da altre mani?
...


Nessuna risposta…
21 Marzo 2005

…e verrò infine a cercarti
solo tra vecchie foto
e versi ormai ingialliti
mia musa matrigna
di imperi decadenti
come un vecchio cieco
incapace di spezzare
catene troppo grandi
per un cuore arrugginito
e in un pianto silenzioso
offrirò un ultimo canto
ai tuoi futili capricci…


La Luna

22 Marzo 2005

Mia ninfa leggiadra
dalla pelle di pesca
come rivoli d'oro
in tuo padre riflessi
i capelli adornati
di spighe materne

Mia Daphne sfuggente
dalla freccia di Eros
come mani protese
caldi raggi di Sole
cercando tra i rami
speranze d'amore

Una triste canzone
di inseguitori e inseguiti
si innalza in Arcadia
su un singolo accordo
e Apollo tra i Lauri
piange invano la Luna


Gazelle
27 Marzo 2005

Scarpe logore
con occhi pieni solo
di nessun dove


Apolitica
17 Aprile 2005

Non chiedermi se sia
Guelfo o Ghibellino
perchè non inseguo
bandiere rosse nè
nere o a stelle e strisce!
In fondo amo i fatti e
tutto il resto sono
chiacchiere tra amici...


L'Oro
18 Aprile 2005

Io ho studiato ingegneria
Io ho studiato lettere
Io ho studiato l'arte
Io non ho studiato nulla!
Ho instancabilmente inseguito
il mio piccolo e geloso
piacere di conoscere...

Io sono ingegnere
Io sono scrittore
Io sono un artista
Io non sono nulla!
Sono instancabilmente solo
nel fiume scavando a mani nude
e cercando tra i sassi le pagliuzze...

Non e' facile trovare pepite
ma forse il bello non e' l'oro
ma il cercare...


Lontano il tuo mondo
6 Maggio 2005

Lontano il mio mondo
e il tuo terrestre
e nuvole tra noi
come in silenzio
carico di pioggia
e lacrime nel cielo...
ma tutto scorre
e fugge lontano
l'ultima rondine
nel cielo dei tuoi occhi
per altre primavere


San Giovanni
24 Giugno 2005

Come fuochi
d'artificio
i nostri cuori...
Così vicino.
Così lontano.


Cara Stefania

26 Giugno 2005

Cara Stefania,
Com'è strano pensarti
e cercarti spaventato
di risposte tardive
o mai giunte infine...
Com'è strano chiamarti
e parlarti spaventato
di scuse già sentite
o nuove incomprensioni...
Com'è strano incontrarti
e osservarti spaventato
di sorrisi indifferenti
o altri cavalieri...

Cara Stefania,
È difficile ammetterlo
o trovare il nostro mondo
eppure entrambi liberi
nel cielo ci incontriamo
prima che la luna gelosa
non mi trascini avanti
e lunghi fili ti imbroglino
di ricordi e vecchi amori.

Cara Stefania,
dove ci incontreremo
e quando saranno
i miei sorrisi i tuoi?


Inseguire aquiloni
29 Giugno 2005

Sono stanco
di continui inseguimenti
e facili illusioni
o dell'inutile paura
di risposte mai giunte…
Sono stanco
di pazzi batticuori
per un tasto grigio verde
e dei cambi continui
di voli come rondine…
Sono stanco
di inseguire aquiloni
restando infine sempre
a mani vuote
e capire
o forse intravedere
le tue mani
mia bimba capricciosa
che con fili di aquilone
giochi ignari burattini


Silenzio
4 Luglio 2005

Solo il silenzio
delle mie dita
come la pioggia


E se...
14 Luglio 2005

E se smettessi di inseguirti
ansioso di risposte tardive
e seduto su un sasso duro
abbracciando il mio cuscino
stessi a guardare in silenzio
fuggire il tuo fiume in piena
ti volteresti cercando triste
e soffrendo forse la mancanza
di quei messaggi mai capiti
mi porgeresti un nuovo fiore
dimentico di passate spine?


Pensieri ungheresi

27 Luglio 2005

È difficile trovare
tra strade sconosciute
le tue parole
poche e lontane
per giocare con loro
in risposte ammiccanti
e senza futuro!
Inutile paranoie...
E lotto ogni giorno con loro!
Mia musa sfuggente
nessun ingenuo poeta
o verso impacciato
ha mai mutato
il corso di un fiume!


Tanti auguri…

17 Agosto 2005

Quanto tempo è passato
dall'ultima candelina
spenta insieme, mia Psiche…
E quanti desideri o timori
in quelle fiamme tremolanti
soffiate via decise
come inutili speranze!

Mia Psiche ormai perduta
siamo cocci di un vaso rotto
da noi allora bimbi capricciosi
ed è illusione ritrovare
tra schegge levigate
e frammenti smarriti
il nostro amaro mondo
di nettari e lacrime sfocate…

Mia Psiche ormai cresciuta
è triste intravedere
lontano ora i nostri mondi
come onde di marea
inseguire futili aquiloni…
Ma in questo giorno
in fondo come allora
spero sorridano i tuoi occhi
che già i miei confondono
invecchiati tra troppi ricordi…
… tanti auguri


Segature
16 Settembre 2005

La mia poesia è pigra!
Dimentica di labor limae
come troppa segatura
gettata a terra calda
dopo inutili rimpianti...


Forgive me!

...una traduzione improvvisata...

What a rare beauty is yours
flower in Philadelphia
who gently wonder
my far origins!
It is so tearful to perceive
in your fawn eyes
regret
for my short coming farewell...
Forgive me!
Forgive me please
of foolish past decisions
and yield one only kiss
to my frail memories...


Farewell my love (un bacio)

23 Settembre 2005

Un bacio e un bacio
ancora e ancora
un bacio libero
di ultimo addio
mia Jacqueline
un bacio eterno
di ultimo addio
mia Jacqueline
un bacio solo
di ultimo addio
mia Jacqueline


Purtroppo
1 Novembre 2005

Ti cerco ancora
col sorriso dei morti
semplicemente


La voce a te dovuta

31 Dicembre 2005

Nei sogni ormai ti incontro
per strade inesistenti
tra baci e baci e baci
e noi fuoco tra fiamme
mentre mani protese
si intrecciano ispirando
la voce a te dovuta


Addio
20 Gennaio 2006

Ti prego amami per come sono
malato nel cuore e nella mente
Ti prego amami per come sono
infetto nel sangue e nella carne
bruciando l’anima tra troppi orchi
Ti prego amami per come sono
stato e sarò sempre cercandoti
tra i visi sconosciuti di notti attese
sperando il sorgere di altre lune
Ti prego amami per come sono
testardo e orgoglioso e dissidente
a volte ingenuamente impazzito
a volte coscientemente pazzo
con le mie mani accarezzandoti
Ti prego amami per come sono
Dio


Silenzi

18 Marzo 2006

Intrecciando silenzi
aspetterò le tue risposte
e quel fuoco
come l'alba al mio risveglio


dio…
14 Luglio 2006

...perché mi hai fatto Ulisse?


Fiori

4 Agosto 2006

Sono i fiori
cresciuti con riserbo
i più profumati


Onde
18 Agosto 2006

…infinitamente
ti accarezzerei
come onde
sulle rive del mare…


Pensiero per il nuovo anno
2 Gennaio 2007

Pago il prezzo
del mio essere
ogni giorno…


Il mio posto
20 Febbraio 2007

Dicono dovrei imparare
a restare al mio posto...
ma qual è il mio posto?
dov'è la casa di un naufrago?


Il silenzio
11 Ottobre 2007

È sui fiori colti assieme che gioisco
e non per le passeggiate solitarie
tra i boschi in autunno
e quando il gambo recidi
(tu!) con mani delicate
e porgi i petali ai miei desideri
impossibile è ricambiare
un simile dono
se non con il silenzio
stupito di un bambino


Felice
3 Dicembre 2007

Ti penso felice
ad ogni battito
del mio cuore


Carpe Diem

1 Febbraio 2008

Dov’è il senso
di una ricorrenza?
È un viaggio senza rotta
nè traguardi il nostro
e del tempo che passa
si sente il rintocco
solo nei momenti assieme...
Ma forse è questo il dono
di cui dover gioire
e nella felicità dell’attimo
la nostra vita

 


Monti di Città

Due destini (2002)
Chi sono
Io veramente?
Chi sono?

"Prossima fermata C.so Duca degli Abruzzi - Politecnico".
Dopo più di quattro anni non ne posso più di questa voce odiosa che ogni mattina mi invita a scendere dal tram per andare all'università. Soprattutto ora, ai primi di Giugno, è diventato insopportabile alzarsi, vestirsi, soffocare in un 10 sovraffollato per seguire noiose lezioni al Poli e poi tornare a casa, studiare per paura degli esami fino a tardi, andare a letto e continuare domattina per alzarsi e ritrovarsi imbrigliato nella routine a 22 anni.
È una giornata troppo calda per rimanere in un aula soffocante, troppo luminosa per stare curvi sotto un neon tremolante, troppo estiva per studiare.
Lasciarsi cullare dolcemente dalle onde del bagnasciuga, addormentarsi al sole, correre sulla spiaggia e poi tuffarsi in acque cristalline… questa è la mia estate, non questa grigia prigione fino a fine Luglio! Al solo pensiero di entrare mi viene la nausea! Cosa posso condividere con ragazzi viscidi e mollicci come il mollusco in coda davanti a me? Flaccido, già pezzato di prima mattina, con sguardo alienato fissa qualcosa fuori dal finestrino o forse con impazienza aspetta la prossima fermata per precipitarsi a lezione… è già in ritardo, poverino! Non dovrà attendere a lungo per poter posare finalmente il suo culo grosso su quelle odiose panche: le porte si aprono, si scende, inizia una nuova fottutissima giornata...

Faticavo non poco a camminare, ogni passo era goffo e impacciato e mi sentivo ridicolo mentre scendevo con quell’andatura ciondolante.
Le piastre metalliche del bavero mi pesavano sulle spalle e la lunga spada che pendeva dal fianco mi intralciava i movimenti. Ritornare dalla torre dopo averla salutata per l'ultima volta prima della battaglia stava diventando faticoso, troppo faticoso!
Avevo passato intere giornate ad allenarmi indossando l'armatura di mio padre, ero abituato al suo peso, ma ora non riuscivo neanche a respirare in quella maledetta trappola di metallo!
Un incubo… scalini, ancora scalini. Una spirale vorticante scendeva trascinandomi verso il cortile dove l'esercito era pronto a partire, verso l'inferno.
Mancava l'aria in quello stretto corridoio, mancava l'aria chiuso in quella nera corazza. Preso dal panico cominciai a sudare, la vista lentamente iniziò ad annebbiarsi e il respiro si fece affannoso. Brancolavo nel buio cercando un appiglio come un cieco cui hanno tolto il bastone. Scivolai su uno scalino umidiccio, caddi come se mi stessi buttando a terra. Rimasi rannicchiato in un angolo nell’oscurità.
Ho paura... Non voglio morire oggi...

Non voglio morire qui dentro! È assurdo! È più di un’ora che aspetto!
L'aria della segreteria è terribilmente viziata e il caldo di Torino completa l'opera. Rimanere  in coda per un misero foglio di carta mi sembra davvero un'ingiusta tortura e come se non bastasse quel ragazzo asfisiante è ancora davanti a me!
I pochi capelli, unti e spettinati, scivolano mollemente sulla fronte imperlata di sudore  e la sua camicia bianca infilata nei jeans, fastidiosamente appiccicaticcia, lascia intravedere un'orribile canotta della salute... ripugnante!
Io sono diverso! Sento... so di esserlo! Ho altri interessi oltre al Poli, ho una vita sociale, leggo libri di poesie, faccio sport, questa sera andrò a ballare con gli amici... io vivo! Non siamo tutti così... ma allora perché spesso veniamo stereotipizzati? Perché la gente si sente più sicura se ogni persona che incontra è perfettamente incasellata e inquadrata! Perché è più facile accettare luoghi comuni che scoprire diversità!
Ma è inutile arrabbiarsi... Questa coda mi sta facendo sclerare per niente. Non ne posso più... non vedo l'ora che arrivi stasera...

Sarò ancora vivo questa sera?
L'esercito si era schierato sulla cima della collina dominando la valle sottostante, il mio cavallo sbuffava fiutando l’aria immobile e soffocante.
Una lunga fila di armature luccicava al sole e gli innumerevoli giochi di luce riflessa dalle spade e le lance ravvivano la scena. Sotto gli elmi e dietro gli scudi mille occhi per mille pensieri, facce tristi o spaventate, visi induriti da molte battaglie e cicatrici non solo sul cuore.
L’attesa snervante sotto il sole di Giugno stava fiaccando  l'animo dei soldati.
Una goccia di sudore scese lenta dalla fronte per rigare il viso fino al mento e poi staccarsi lentamente. Si moriva di caldo. Tremavo. Avevo freddo. Un lungo squillo di tromba. Dall’alto di un nodoso ramo un pettirosso si alzò in volo silenzioso. Inizia la battaglia…

In meno di cinque minuti ho già ricevuto due gomitate nelle costole e un pestone sul piede sinistro, il destro attende geloso! È impossibile sopravvivere sul 10 delle 14.30!
Ragazzini zainomuniti e gentili vecchiette cariche di buste si ammazzerebbero per un posto a sedere o comodi appigli! L’afa del primo pomeriggio mi toglie il respiro, non riesco a muovermi in questa massa di corpi mischiati! Continuo a sudare, sballottato e pressato ad ogni frenata cerco di farmi spazio... Dov'è l'uscita? Non ce la faccio più! Voglio scendere!

Scappare... davvero più non potevo ora.
Tagliai di netto la testa del primo lanciere che mi venne incontro.
Perché tutto questo?
Anche il secondo lanciere cadde.
Scusami!
Un sordo rumore di ossa rotte venne dalla testa schiacciata di un fante finito sotto il mio cavallo.
Pietà!
Chiazze di sangue sparse sull'armatura come nere stelle, suoni confusi, grida strozzate di morte e vittoria.
Non voglio!
Avanzavo tra le schiere nemiche in testa alla cavalleria, non udivo niente, non provavo dolore, sentivo solo il battito del mio cuore: sempre più forte, sempre più veloce, sempre più assordante. Un ritmo tribale per una danza di morte.
La mia spada vorticava sopra le teste, sopra le vite, sopra i destini sconosciuti di uomini mai visti e senza mai posarsi troppo sullo stesso fiore come un'ape golosa assaporava il suo nettare avidamente e con infinita dolcezza.
Combattevo senza ragione e senza un perché oltre la semplice sopravvivenza: un pazzo dai lineamenti distorti dalla furia, una maschera teatrale contratta in una tragica espressione. I lunghi capelli neri bagnati dal sudore scendevano a ciocche lungo il viso rigando di nero la mia pelle bianca come dipinti di guerra di antichi guerrieri o nere lacrime di ricordi passati.
Secondi, minuti, ore... Non esisteva il tempo in quella dimensione dove tutto era istantaneo come la morte e fugace come il battito d’ali di una farfalla.
Cavalcavo tra le fila avversarie simile a demone infernale, il sangue colava dalla fronte misto a sudore, lo sguardo cercava gli occhi del mio solo nemico...

Davanti a me, con quel sorriso appena accennato continua a guardarmi.
E’ più di due ore che continuo a ballare ma solo ora mi accorgo di lei.
Fumi chimici, vapori alcolici e perdo me stesso in viaggi senza tempo e senza ragione, lunghe corse fino a scoppiare, grida euforiche e gesti inconsulti. Completamente sudato ritorno e riparto veloce senza meta seguendo ritmi incessanti di musiche assordanti finché non mi fermo a guardarla, affascinato, incantato.
È bella, molto bella. Una rara bellezza quasi esotica che attira e risveglia fantasie segrete… Soffermarsi a guardare le sue labbra socchiuse, fissare i suoi occhi appena truccati e scambiarsi silenziosi messaggi, fugaci gesti.
Mi attira quello sguardo quasi malinconico, velato da antiche tristezze o forse solo spaventato, come se da sempre temesse o aspettasse di vedermi.
Mi avvicino, le sorrido, le parlo…

Non potevo immaginare la sua reazione, non avrei mai creduto possibile una simile risposta.
Avanzò sicuro verso il fendente che scendeva da destra e impugnando la sua arma con la sinistra scivolò sotto la mia spada per poi attaccare nuovamente alle spalle rigirandosi di scatto.
Davvero rara maestria in quella danza, quasi poesia nei suoi movimenti.
Dallo stagno muto un pesce guizzò fuori imprevisto per ritornare in acqua. Si spensero le onde e tutto tornò immobile.
Senza voltarsi se ne andò veloce com’era arrivato e io rimasi lì, a terra…

Un caldo abbraccio mi avvolge, una carezza infinita, un bacio geloso per non dover condividere quei momenti con un altro.
Sdraiati sul letto nel suo corpo mi perdo, dimentico tutto, svanisce la stanza intorno e soli rimaniamo tra stelle lontane. Assaporo il momento tra dolci profumi e del suo calore s’impregna la pelle. Veloce nel petto batte il suo cuore mentre ansimando, ancora una volta, chiude gli occhi  rapita.
Improvviso aumenta il ritmo e travolti anche noi continuiamo ad amarci come se da ormai troppo tempo fossimo stati privati l’uno dell’altra, finché quel moto ondulante cadenzato dai nostri sospiri in fine si scioglie, dopo un ultimo grido.
Rimaniamo abbracciati, lei sopra di me, io dentro di lei. I nostri corpi sudati scivolano uno sull’altro, uno nell’altro, e lentamente, tra lunghi baci salati, stanchi ci addormentiamo…

Non vedevo niente, non sentivo nulla, solo notte e silenzio ad avvolgermi.
Una carezza, il caldo tocco di una mano sul viso.
Aprii gli occhi e vidi lei, in lacrime.
Sporca di sangue tra cadaveri ignoti era venuta a cercarmi.
Cercai di chiamarla, ma nessuna parola.
Gridando, si accasciò sul mio corpo…

Affascinato la guardo in silenzio.
Un sussulto. Una lacrima riga la sua guancia.
Apre gli occhi spaventata e cercandomi con occhi lucidi sussurra:

“Perché non sei tornato da me dopo la battaglia?”
"Ho smarrito la via tra urla di morte e nel vento il mio corpo si è perso quel giorno."
Lei lo baciò piangendo e si amarono ancora, tra sogno e realtà, sospesi sul filo del tempo...

 

Comunicare è vivere (2004)
Soltanto le persone forti sanno
confidare le proprie debolezze
e chiedere conforto...

Cosa scrivere? Bella domanda! Se solo riuscissi a trovare le parole, le immagini giuste senza timor di essere frainteso, senza sbilanciarsi troppo ma con chiarezza esprimere quello che provo… Frasi a lungo pensate per un falso senso di naturalezza…
Ho poco tempo, pochi caratteri, poche idee: in un breve mms racchiudere sentimenti, comunicare emozioni di una notte passata a pensarti dopo la sera insieme, la nostra prima sera insieme…
Affascinarla, incuriosirla… ma non troppo sdolcinato! Deve poter scorger la poesia ma non cogliere un eccessivo attaccamento! Una dichiarazione senza dichiarazione…

Sei stupenda!” “Grazie…” è bellissima mentre timidamente arrossisce “Allora… dove mi porti di bello?” dovunque tu voglia! “Potremmo andare al ristorante messicano… ti va?” ti prego ti prego ti prego dimmi di si! “Ok!” Ottimo! “Ok…

Ridere, scherzare, guardarla e sorridere mentre con labbra viola cerca affannata il bicchiere di vino rosso posato sempre troppo lontano per accompagnare cibi piccanti... Quanto ho aspettato questo momento… Ammiro il tuo sorriso come brezza leggera candida neve, ammiro la tua bellezza e la semplicità di non saperlo, ammiro incantato come un bimbo alle giostre ogni tuo gesto alla ricerca di un tuo sguardo fugace di consenso… ti prego fermati… tempo… fermati… ti prego…

Ti sei incantato?” svegliati! Non fissarla così! “Sono stata davvero bene questa sera…” Ottimo! “Allora potremmo rivederci anche la prossima settimana!” non avere fretta! Non avere fretta! “Vedremo… buonanotte!” vedremo… “Buonanotte…

Ma papà… non mi hai detto alla fine cosa hai scritto nel tuo mms alla mamma dopo la vostra prima sera! Se non me lo dici non mi addormento!” “Hai ragione piccola mia… hai ragione!
Mi avvicinai al suo viso così simile a quello di sua madre e ricordando l’immagine di un letto dalle lenzuola stropicciate che accompagnava le mie parole dolcemente sussurrai:

Questa notte
il tuo profumo
invano ho cercato
sul cuscino...

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Aggiornato a Marzo 2008
© Capurso Alessandro
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