Sulla Poesia
riflessioni sui Simboli Naturali e Innaturali

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L’Arte è Informazione, creata dall’Uomo, che trasmette e suscita Emozioni.
L’Informazione, e quindi l’emozione, è trasmessa attraverso un Linguaggio basato su Simboli ma né il linguaggio né i simboli sono Arte. L’informazione è il “contenuto”, il linguaggio la “forma”.
L’Artista è maestro del mezzo che porta l’informazione, ovvero del linguaggio e dei simboli: attraverso un uso sapiente del linguaggio l’artista crea emozione in colui che “recepisce” l’opera d’arte, ovvero l’Utente.
I Simboli possono essere Naturali, se universali, atemporali e aculturali, o Innaturali, se creati dall’uomo e legati alla “cultura” e ad un particolare periodo storico o gruppo sociale o etnico.
I simboli naturali possono essere ad esempio i colori, legati al senso “naturale” della vista, o le note (o in generale i suoni), legati all’udito. I simboli innaturali sono ad esempio le lingue (parlate o scritte) delle diverse popolazioni, i simboli religiosi e così via.
I simboli naturali sono più istintivi e primordiali. Al contrario i simboli innaturali possono essere più sfumati, interpretati, codificati, razionali.
Un Bambino, utente ideale privo di cultura, recepisce e apprezza solo simboli naturali e non riconosce né comprende né riceve emozioni dai simboli innaturali. Se dovesse “produrre arte” utilizzerebbe solo simboli naturali cercando di riprodurre disegni, melodie, forme...

Ogni artista utilizza diversamente simboli naturali e innaturali per comunicare l’informazione e suscitare emozione. Ogni opera d’arte ha quindi più livelli di lettura e fonde in sé più simboli, sia naturali sia innaturali, e più linguaggi. Pur ammettendo diversi livelli di contaminazione, esiste però in ciascuna opera un canale (o linguaggio naturale) dominante attraverso il quale l’emozione è trasmessa.
L’opera d’arte parte dalla scelta del linguaggio più consono con cui esprimere l’informazione e, attraverso simboli naturali propri del linguaggio utilizzato e simboli innaturali propri della cultura legata all’artista, trasmette l’emozione.
La musica, ad esempio, ha come linguaggio naturale base i suoni diretti all’udito mentre la pittura o la fotografia utilizzano i colori delle immagini percepite dall’occhio.
L’opera d’arte che parte da simboli naturali può essere apprezzata (recepita ad un primo livello) indipendentemente dalla cultura, dall’età o dall’origine etnica dell’utente perché parte da un linguaggio noto naturalmente all’uomo, fatto di simboli comuni e universali. È quindi possibile per un bambino privo di “cultura” apprezzare un brano di Bach pur non conoscendo la musica classica, i suoi canoni di bellezza o il significato dei suoi simboli.
L’interpretazione dei simboli innaturali presenti nell’opera invece dipende dalla cultura, dalla conoscenza dei simboli innaturali utilizzati e dalla parte razionale del cervello. La comprensione dei simboli innaturali trasmette un secondo livello di emozione che dipende dal legame che lega l’utente dell’opera ai simboli innaturali stessi. Chi non conosce la “cultura” legata all’artista difficilmente potrà cogliere il significato o l’emozione trasmessa dai simboli innaturali presenti.

Dopo aver identificato nell’opera d’arte il linguaggio naturale con cui l’emozione è espressa, è importante associare l’emozione suscitata dall’opera d’arte nell’utente ai canali recettivi dell’utente stesso.
Ciascuno di noi possiede canali sensoriali (ovvero legati ai sensi) primari e secondari e ricorda maggiormente (perché suscitano più emozione) eventi o simboli che stimolano direttamente i canali sensoriali primari. Ad esempio, se il canale primario di un utente è l’udito, egli si ricorderà molto bene, di una scena vissuta, i suoni, i rumori e le melodie legate a quell’evento. Diversamente, se il canale primario è la vista, saranno la scena, le luci, le ombre e i colori a restare maggiormente impressi e a suscitare maggiore emozione.
L’emozione (e di conseguenza la memoria) dell’utente sembrerebbe quindi essere legata al linguaggio naturale utilizzato dall’artista e alla sensibilità dell’utente a quel linguaggio: i simboli naturali presenti nell’opera d’arte sono filtrati dai sensi e dall’importanza che per noi hanno quei sensi.

In un contesto di opera d’arte che parte da simboli naturali (suoni, colori, ...) come elemento comunicativo universale, atemporale e aculturale del linguaggio utilizzato si differenzia la Poesia (e in generale la produzione artistica associata alla comunicazione verbale orale o scritta) che non è associata ad alcun linguaggio naturale ed utilizza prevalentemente simboli innaturali.
La lingua creata dall’uomo, parlata o scritta, in cui la poesia è composta, è il linguaggio innaturale che trasmette l’informazione e raramente sono la pagina su cui la poesia è scritta o la musicalità di una lettura i vettori di informazioni.
Di conseguenza una poesia è apprezzata solo da chi conosce la lingua (i simboli) con cui la poesia è scritta perché manca nella poesia un linguaggio naturale universale comprensibile a tutti in modo atemporale e aculturale (secondo l’autore le poesie tradotte non possono essere considerate arte perché, come in un quadro ridipinto, viene stravolto il linguaggio utilizzato dall’artista che è il mezzo con cui è creata l’emozione).
Come un cieco, che ha un filtro sensoriale relativo alla vista completamente chiuso, non potrà apprezzare i colori e i simboli naturali di un quadro, allo stesso modo un lettore che ignora la lingua con cui la poesia è scritta, avendo il filtro culturale relativo ai simboli di quel linguaggio chiuso, non potrà apprezzare l’informazione e l’emozione trasmessa.

L’identificazione di una differenza intrinseca nella percezione della Poesia rispetto alle altre opere d’arte apre la strada ad una riflessione più complessa sull’universalità dell’arte.
Un ipotetico utente ideale privo di ogni elemento culturale proprio di qualsiasi periodo storico o gruppo sociale, come un bambino, potrebbe apprezzare una poesia di Baudelaire come un brano di Bach o un quadro di Van Gogh? Probabilmente no e quindi la Poesia sembrerebbe avere un “grado di universalità” minore rispetto alle produzioni artistiche che partono da simboli naturali e si arricchiscono di simboli innaturali.
Se l’arte deve essere universale allora la Poesia, secondo quest’analisi, non può essere considerata arte.

Essendo la comunicazione verbale (orale o scritta) non universale, si potrebbe dedurre che la Poesia abbia una “potenza comunicativa” inferiore rispetto ad altre espressioni artistiche legate a simboli naturali e quindi universali.
Bisogna però ricordare che la comunicazione verbale, pur non essendo universale, è stata creata dall’Uomo per superare i limiti degli altri tipi di comunicazione basati su simboli naturali. Di conseguenza la comunicazione verbale si riferisce a concetti e trasmette una rappresentazione astratta della realtà.
La parola MELA fa pensare ad un frutto che può essere rosso, giallo o verde, su un albero o su un tavolo, grosso o piccolo, sano o bacato e così via, a seconda del pensiero dell’utente. L’immagine di una mela la definisce univocamente.
La parola AMORE, per chi conosce la lingua (i simboli) con cui questa parola è scritta, ha un significato astratto ma allo stesso tempo reale in quanto vissuto. La rappresentazione dell’amore con un linguaggio puramente naturale sarebbe probabilmente impossibile e dovrebbe passare attraverso simboli innaturali come, ad esempio, l’immagine di un cuore, di una coppia che si ama e così via.
Inoltre la comunicazione verbale ha diverse dimensioni temporali potendo riferire i concetti al passato, al presente o al futuro. La rappresentazione per immagini si riferisce ad un tempo ideale passato/presente che, come nell’espressione artistica legata ai suoni o alle forme, trova la sua completezza nel momento stesso in cui l’utente la percepisce.

Pur essendo la comunicazione verbale capace di trasmettere concetti più ampi o astratti rispetto ad altri tipi di comunicazione, è importante non dimenticare l’immediatezza, e quindi la forza comunicativa, che un simbolo naturale (assente nella comunicazione verbale) possiede perché recepito, oltre che ad un livello conscio e razionale, anche ad un livello subconscio che non necessita di elaborazione razionale.

Concludendo restano aperte due domande:
- La Poesia, seppur non universale perché basata esclusivamente su simboli innaturali, ha capacità comunicative (grazie alle peculiarità della comunicazione verbale) più ampie per gli utenti che conoscono i simboli innaturali utilizzati, oppure sono l’immediatezza e l’universalità dei simboli naturali (mancanti nella Poesia) a trasmettere maggiori emozioni e quindi rendere un’opera d’arte più comunicativa?
- L’interesse sempre minore nei confronti della Poesia, rispetto ad un numero crescente di sperimentazioni in campo musicale o nel “mondo dell’immagine”, è attribuibile esclusivamente all’ignoranza diffusa del linguaggio e dei simboli attraverso i quali la Poesia trasmette le sue emozioni o sono altri i fattori che stanno determinando il successo di forme d’arte diverse?

Diverse risposte sono possibili... ma qual'é il vostro parere?